La mala educacion

Quando sono in chat su facebook col mio profilo da mistress in media blocco una decina di persone al giorno. Ho creato questa lista di cose che mi danno fastidio (più che altro perchè mi viene il lecito dubbio di star parlando con un maleducato, un maniaco, o uno che parla a caso) sperando inutilmente che vengano lette e rispettate:

1- i cosadareisti. Frasi come “non sai cosa darei/farei per” verranno considerate offensive. Non so cosa faresti perchè non faresti niente, vuoi solo blaterare.
2- i “cosamifaresti”
3- i “vorrei ma non posso”. Se chiedo una cosa e vedo una notifica mi illudo perchè credo di aver risolto il problema. Leggere le parole di chi non lo può risolvere e se ne dispiace fa solo cader le palle. Tanto quando potete non ci siete mai, chissà perchè.
4- i guardoni. Cosa indosso, se ho solleticato qualcuno la settimana scorsa, cosa ho fatto nell’ultima sessione. Non ve ne frega niente.
5- i “la mia padrona mi fa questo e questo e questo”. Giuro, non me ne frega un cazzo di cosa fate con altre persone.
6- chiunque commenti mmmm a qualcosa. Non si può sentire, fa schifo, vi si immagina proprio a ravanarvi nelle mutande.
7- chi mi mette al corrente del fatto che si sta ravanando nelle mutande. Lo so che lo fate, ma non mi interessa sapere quando.
8- i “ci sei? ou? c6? mi leggi?”. Facebook adesso vi fa vedere quando visualizzo il messaggio. Nonostante io a volte per evitarvi accuratamente cerchi di non cliccare sulla finestra di chat e quindi lo SO che vi risulta non visualizzato, vedo la finestrella che si riempie di c6? miss mi legge?. O non ti sto leggendo perchè non sto guardando la chat o ti sto deliberatamente ignorando o non posso parlare. Se invece vi risulta visualizzato, o ho fallito nell’evitarvi e ho cliccato per distrazione, o ho letto e preso atto di quanto avevate da dirmi. Quindi o era una cosa a cui avrei dovuto rispondere “bravo, ok”, o non ho tempo, o non era per nulla interessante.
9- chiunque venga a dare suggerimenti non richiesti
10- chi, nel corso di conversazioni sulla mia vita privata, in particolare se nomino il fidanzato, si permetta di dire che starei meglio con un sub. Vi state permettendo di giudicare le mie scelte non sapendo nulla, e state sottintendendo che nella vita di coppia conta solo la sessualità. Per tanto così mi metto con un cetriolo.
11- frecciate tipo “se resta single ci sono io”. Premettendo che gli avvoltoi li trovo ripugnanti, si passa al punto 12. Non ho questo genere di umorismo. Se resto single torno al punto 10, mi metto con un cetriolo. O ci provo con qualcuno di mia spontanea volontà.
12- chi si propone come speciale o chiede privilegi di qualunque genere in quanto bello, prestante, docile, famoso, perfetto. Lo decido io se puoi valere qualcosa per me, non tu.
13- chi non presta attenzione alle nostre conversazioni. Facebook salva la cronologia dei messaggi, se la settimana scorsa vi ho risposto a una domanda e oggi me lo chiedete di nuovo, ad esempio “Fai cam? Ti piace fare questo?” significa che blateravate, quindi ciao. Io parlo con 80 persone al giorno e ricordo tutto, a meno che non cambiate nick. Quando non ricordo un dettaglio leggo la cronologia, ci sto attenta a quel che dite, gradirei gli riguardi.
14- non faccio sesso virtuale, dominazione virtuale, dominazione telefonica, cam. Ficcatevelo in testa.
15- gli insistenti. Se non mi piace una cosa, non mi piace e basta, non la faccio. Prima di tutto insistendo mi fate passare ancora di più la voglia di farla, seconda cosa se io dovessi fare una cosa controvoglia a voi dovrebbe dar fastidio anche solo l’idea di farmela fare. Peggio ancora, gli insistenti che alzano la posta. Se fosse una questione di soldi e mi proponeste una cosa che non mi piace ci penserei io a chiedervi una cifra adeguata, no?
16- quelli che hanno paura di consumare la tastiera e quelli che la scuola boh, che è? Capisco che ormai non insegnano più, quindi certi errori per quanto mi facciano male li tollero (le h, ad esempio). Tollero anche le k e certe abbreviazioni tipo cmq, xkè. Ma a volte leggo cose che desidererei cavarmi entrambi gli occhi.

Ovviamente pochi le leggono, e quei pochi che le leggono in genere sono persone che non hanno bisogno di leggerle in quanto già piuttosto educate e rispettose.
Ma serve un po’ di più per capire cosa subiscono le ragazze in chat. Rileggendole, penso possano applicarsi tranquillamente alla vita di tutti i giorni. Noto sempre più una maleducazione e un’ignoranza diffusa. Al di là dei maniaci sessuali (quelli ci sono e ci saranno sempre, ricordo ancora le telefonate sul telefono di casa di sconosciuti che facevano numeri a caso sperando in una voce femminile), escludendo i punti 5, 6, 7, 14, i restanti 8 punti penso diano fastidio a qualunque essere vagamente civile di non importa che sesso razza o religione.
La cosa inquietante è che mentre tecnicamente chi non rispetta queste semplici regole, per me ovvie, di buona educazione e rispetto del prossimo, dovrebbe essere un’eccezione, la pecoranera, o come vogliamo chiamarlo, mi trovo sempre più a pensare di far parte di “un’elite”. Sarò arrogante e presuntuosa, non lo so, ma comunque mi fa paura. Dove stiamo andando a finire?

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Galline da salvare

Di solito la spesa a casa la faccio io. Oggi invece mi sono svegliata tardi e ho aperto il frigo. Orrore!!

2 confezioni di uova da allevamento in gabbia.

Non sono un’animalista nel senso letterale del termine. Mangio carne e pesce, mi piacciono le borse in pelle, ma ci sono cose che mi fanno rabbrividire: le pellicce, i video di crushing su animali, e le uova. Il motivo è semplice. Mi dà fastidio l’uccisione o la tortura ai solo fini estetici o commerciali. Finchè si parla di nutrirsi e uccidere l’animale non è un problema, la vedo come una cosa naturale (se poi la pelliccia fosse di mucca magari mi andrebbe anche bene). A chi non la vede come una cosa naturale perchè non sono io ad uccidere l’animale che mangio, rispondo che in un branco di leoni in genere ci sono leonesse che hanno lo scopo di procurar cibo al branco, e nel mio branco ci sono allevatori cacciatori e macellai che hanno più o meno la stessa funzione. Come posso ancora tollerare anche i test sugli animali, in quanto a volte utili a salvare vite. Alle fine è come uccidere per nutrirsi, sempre di sopravvivenza si tratta (al di là del legittimo dubbio che mi viene pensando che se la mia gatta mangia la cioccolata si sente male e quindi così uguali da essere intecambiabili negli studi non possiamo essere). Fine divagazione, possiamo litigare anche dopo per questa cosa.

Ma le uova!

I codici che sono riportati sulle uova.

  • 3 per le galline allevate in gabbia (o batteria);
  • per le galline allevate “a terra”;
  • 1 per le galline allevate all’aperto in maniera intensiva;
  • 0 per le galline allevate all’aperto in maniera estensiva e con mangime biologico.

0 è quello che cerco in genere. 1 mi va ancora bene. 2 proprio se mi servono e non ho modo di procurarmente altre, 3 ne faccio a meno.

Il motivo è semplice, è vero che c’è una grossa differenza di prezzo, a volte quelle col numero più basso costano quasi il doppio delle altre, ma non comprando dozzine di uova al giorno questa differenza non mi fa indebitare. Mentre mi schifa totalmente il fatto che per puro lucro si possa arrivare a tanto.

Quindi se devo spendere 60 centesimi in meno ma favorire questo 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

preferisco spendere qualcosina in più ma per questo ↑ lo faccio più che volentieri. Piccola beneficenza per queste poverette che trovo anche bruttine ma non è che solo perchè non mi piacciono si meritano l’inferno. Non so voi quante uova consumiate nell’arco di un anno, ma non credo che la differenza di costi sia così eccessiva a lungo termine da crearvi disagi economici. Invece di comprarvi le caramelle alla cassa pensate a questo.

Dei rischi connessi alla salute non parlo, non credo che possa influire così tanto come dicono gli animalisti, è proprio una questione etica.

Il numero che indica il tipo di allevamento comunque è quello che trovate come primo numero stampato sull’uovo.

0 e 1 buono

2 uhm

3 no buono

Fate i bravi.

 

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Peccato che sia maschio

Eh sì, questa deliziosa fanciulla è Andrej Pejic, un modello che sfila sia in abiti maschili che femminili.

Ma non è di lui che voglio parlare.

Sto organizzando una festa fetish il 3/5 a Genova. Tra le varie email me n’è arrivata una che mi sta facendo riflettere. Avevo calcolato l’eventualità che accadesse ma non pensavo così presto.

Mi ha contattata una coppia uomo+trav chiedendomi se possono entrare come coppia o se verranno considerati due single. Devo valutare i pro e i contro.

Moralmente per me se uno si sente donna va trattato come tale (e mi sembra il caso in questione perchè altrimenti non mi avrebbero posto la domanda), ma ci sono altri fattori, prima di tutto perchè il locale dove si organizza la festa non è mio, quindi andrei a fare un danno economico seppur minimo al locale, che immagino guardi l’anagrafica. Premetto che poi magari non c’è nessun problema, non ci ho ancora parlato. Sempre per il discorso locale, mi chiedo se data la crisi economica non possa accadere che dopo questo episodio arrivino maschi vestiti da donna per spendere meno.

Per la questione riuscita della festa, a me personalmente un’organizzazione che fa questo genere di riflessioni e prende in considerazione l’idea di far entrare in base all’identità sessuale piacerebbe. Solo che c’è l’ipocrisia che se mi si presenta Teena Brandon al locale e le dico “son 50 fette” invece che 20 improvvisamente cambia idea e comincia a voler far valere i suoi diritti di portatrice di vagina.

Poi ci sono appunto gli uomini che si sentirebbero discriminati solo perchè si imbarazzano a vestirsi da donna per spendere meno.

Sia chiaro, il problema all’interno del locale sarebbe minimo in questo caso specifico, la trav in questione mi sembra una persona ragionevole e non credo possa sentirsi offesa se i maschi etero presenti nel locale la snobbano proprio in quanto etero, penso sappia come funziona. E se poi è molto femminile come il ragazzotto qui in alto, non vorrei che qualche ometto poco comunicativo si sentisse “truffato”.

Sono decisamente confusa, chiedo suggerimenti.

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Histoire d’O

Oh che bello, sto scrivendo sul blog grazie all’app per android.

Ottimo, cosí posso scrivere anche quando sono sui mezzi pubblici.

O ancora meglio, dal letto, come adesso.

Oggi non ho veramente voglia di far nulla, ma mi tocca, come al solito troppa roba da fare in troppo poco tempo.

Ovviamente poi avrò molto tempo e nulla da fare, le mezze misure non sono contemplabili.

Oggi ad esempio dovevo andare a comprare delle cose al mattino, stampare le locandine, portarle nei sexy shop, adesso dovrò accompagnare una persona a far shopping ed elargire consigli, domani parenti, lunedì lavorare senza tregua che ho un file da consegnare, martedí e mercoledí e giovedí in giro per l’italia, venerdí altre commissioni urgenti e poi festa bdsm, sabato mattina farò ciò che dovevo fare oggi e andrò in palestra, domenica impegnata tutto il giorno, lunedí preparo la valigia, poi parto fino al 1°, il 3 festa che sto organizzando quindi il 2 definire gli ultimi dettagli.

Ovviamente dal 4 prevedo calma piatta e insostenibile noia.

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Criminali da strapazzo.

Oggi in bus mi hanno scippata, nemmeno me ne sono accorta. Avevo la borsa e un sacchetto.

La borsa sta bene. Il sacchetto è sparito. Conteneva la locandina di una festa fetish, la versione mini mini di un libro, alcuni biglietti da visita. Presa dallo scazzo mi siedo appena si libera un posto e controllo che in borsa ci sia tutto.

Immagine

Poi una cosa bianca attira la mia attenzione: è la locandina ancora arrotolata! Mi alzo per recuperarla tra i piedi dei passanti e trovo anche il libro.

Conclusione: Mi hanno derubata di un sacchetto di plastica e dei biglietti da visita lasciandomi le uniche cose che mi servivano! Come aprirmi la borsa e rubare i fazzoletti smoccolati, i tappi delle penne, e gli scontrini.

Ieri invece mi ha telefonato l’ennesimo maniaco.

Parlava sottovoce. L’ho lasciato in linea a parlare sottovoce da solo. Probabilmente pensava ci fossero problemi sulla linea. Ha richiamato. Gli ho detto “parla pure ho l’autoricarica” e ho riappoggiato il telefono sul letto. Non contento, ha richiamato, sono stata ad ascoltare in silenzio e a un certo punto se n’è uscito con “guarda che se non mi parli non ti chiamo più”. Il tutto, tanto per rendere la situazione più surreale, con questo sottofondo:

Non lo so, forse li confondo.

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